Introduzione
Nellambito del progetto UE Leader II, obiettivo 22 Progetti
pilota di produzione e trasformazione dei frutti tipici abbandonati del
bosco, di recupero delle specie faunistiche tradizionali e di diffusione
di tecniche di lavorazione delle produzioni locali, col cofinanziamento
della Comunità Montana E1 e del Comune di Firenzuola, la Piccola
Società Cooperativa Ischetus ha avuto incarico di avviare un progetto
per il recupero e la propagazione delle antiche varietà di piante
arboree da frutto del Mugello (Firenze). Parallelamente, grazie al contributo
del Comune di Firenzuola, è stata estesa la ricerca anche al territorio
di questo comune.
Il progetto, svolto in collaborazione con lA.R.S.I.A. (Agenzia Regionale
per lo Sviluppo e lInnovazione nel Settore Agricolo-forestale) e
con lIstituto per la Propagazione delle Specie Legnose del CNR,
si propone di individuare sul territorio le piante da frutto arboree appartenenti
a varietà antiche, la successiva identificazione, ed infine la
propagazione delle varietà.
Nel progetto si prevede un coinvolgimento attivo della popolazione, stimolata
a segnalare le varietà tramite una attenta campagna divulgativa,
e delle scuole locali, che saranno coinvolte dalla primavera 2001 nella
ricerca, sia delle piante sia delle tradizioni locali legate a queste.
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Finalità del progetto
- Recupero, genetico e culturale, delle antiche varietà di
piante da frutto presenti sul territorio del Mugello
- Propagazione delle varietà
- Ridistribuzione sul territorio e conservazione in situ delle piante
tramite piccoli agricoltori locali
- Costituzione di un orto botanico dei frutti antichi per la formazione
di una banca del germoplasma vivente
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Area di studio
Larea di studio è il bacino del Mugello e parte dellAlto
Mugello (comuni di Barberino del Mugello, S.Piero, Scarperia, Vaglia,
Borgo S.Lorenzo e Vicchio e Firenzuola) area prevalentemente collinare
di circa 880 kmq, solcata dal fiume Sieve, delimitata a nord-est dallAppennino
toscoromagnolo a nord-ovest e a sud da contrafforti preappenninici (M.te
Giovi, M.ti della Calvana).
Geologicamente la presenza di diverse formazioni geologiche determina
una variabilità nei suoli e nei paesaggi piuttosto evidente: mentre
il fondovalle è caratterizzato dai depositi alluvionali olocenici
e pleistocenici, nelle zone collinari altre formazioni (Unità del
Cervarola e Falterona, Marnosa - Arenacea romagnola) determinano un aspetto
più alpestre del paesaggio e favoriscono la coltivazione di boschi
di latifoglie e di castagneti da frutto.
Le precipitazioni sono comprese tra i 900 ed i 1000 mm. annui del fondovalle
del Mugello ed i 1400-1600 mm. delle stazioni poste a maggior altitudine.
La stagionalità appare ben marcata, con un minimo di piogge nel
mese di luglio e due massimi nei mesi di novembre e di marzo. Dal punto
di vista climatico, la zona di studio ricade in unarea di clima
temperato (Regione Mesaxerica di tipo C) (Tomaselli et al. 1973). I dati
termici per le stazioni di Borgo S Lorenzo (200 m. slm) indicano valori
medi di 13,5°C, con medie invernali ed estive pari a 5°C e 21,8°C.
Storicamente il Mugello (terra natale della famiglia dei Medici) ha garantito
a Firenze produzioni agricole notevoli di cereali, di ortaggi e di frutta,
con la nascita di grandi Ville Fattorie e di una organizzazione
sociale e produttiva di tipo mezzadrile. Dalle testimonianze storiche
appare che nel periodo Mediceo la presenza di varietà locali, di
piante erbacee ed alberi da frutto, utilizzate per la loro resistenza
ai patogeni e per la produzione scalare dei frutti, fosse
molto diffusa, sia nei giardini delle Ville Fattorie, che nei piccoli
poderi e nelle zone montane, come testimoniato dalle celebri tele di Bartolomeo
Bimbi, illustratore alla corte di Cosimo de Medici.
A partire dal secondo dopoguerra, una serie di fattori economici e sociali
hanno concorso allabbandono dei poderi montani e collinari portando
all'abbandono massiccio dei poderi, sia di collina che di montagna (Forster
e Tarchiani, in press.) (fig 1).
Questo fenomeno ha portato allabbandono delle vecchie piante, presenti
nei poderi e nei giardini delle abitazioni, anche ad una perdita culturale
legata alla conoscenza fine delle caratteristiche delle varietà
possedute.
A partire dagli anni 80, grazie alla ristrutturazione di molte unità
poderali, come abitazioni estive, si assiste da una parte al tentativo
di recuperare le vecchie piante che crescono nei paraggi dellabitazione,
soprattutto per fattori affettivi, senza però conoscere ne il nome
ne le caratteristiche della pianta posseduta, dallaltra si sostituiscono
le piante vecchie invase dalle infestanti con piante ornamentali o piante
da frutto di recente selezione.
Inoltre le colture delle zone di fondovalle sono state ampiamente meccanizzate
e le siepi, i filari e le singole piante, sono state in gran parte eliminati
per favorire la manovrabilità delle macchine agricole.
Per queste ragioni, se da un lato esistono ancora sul territorio molte
vecchie varietà di piante da frutto, in parte selezionate probabilmente
nel periodo Mediceo, dallaltro il rischio della loro scomparsa o
della scomparsa della conoscenza fine della pianta, è tuttora
molto alto.
Materiali e metodi
Il progetto, della durata di tre anni, è articolato in tre fasi.
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Fase I (inverno
estate 2000)
- Sensibilizzazione opinione pubblica (tramite articoli sui giornali
locali)
- Individuazione delle piante (tramite segnalazione diretta da parte
dei proprietari ed indagine sul territorio da parte del gruppo di
lavoro)
- Localizzazione sul territorio (tramite G.P.S.) implementazione
su cartografia georeferenziata in un Sistema Geografico Informativo
(G.I.S.).
- Raccolta di informazioni sulle piante individuate
- Messa a dimora di portainnesti selvatici.
- Prelievo di materiale utile allidentificazione (fiori, frutta)
e prima compilazione di schede pomologiche.
Fase II (estate 2000 estate 2001)
-Raccolta di materiale di propagazione (gemme)
- Innesto su piante portainnesto selvatiche
- Confronto dei tempi di fioritura e fruttificazione
- Completamento rilievi pomologici e riconoscimento varietale
- Domanda di iscrizione ai Repertori Regionali (legge RT 50/97)
Fase III (estate 2001 inverno 2001)
- Individuazione piccole aziende agricole, vivai e coltivatori diretti
interessati alla messa in produzione delle varietà recuperate.
- Messa a dimora definitiva di piante, su suolo pubblico e privato.
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Parallelamente alla ricerca scientifica, verrà
avviato a partire dalla primavera del 2001 un progetto di didattica ambientale
con le scuole elementari e medie del Mugello, dal titolo "Antichi
frutti, per la conoscenza e la difesa della biodiversità locale"
finalizzato al recupero delle antiche varietà di piante da frutto
del Mugello, in cui i bambini ed i ragazzi delle scuole diverranno "motori
di ricerca" attivi delle piante, tramite i familiari, in particolare
gli anziani di casa. Al termine del progetto scolastico si prevede di
piantare per ciascuna scuola, alcune delle variet segnalate e recuperate.
Risultati
La campagna di divulgazione e pubblicizzazione della ricerca, realizzata
tramite articoli su giornali e riviste di varia tipologia e affissione
di manifesti nelle sedi delle Associazioni di Categoria, Comunità
Montana, nei Comuni, e nei Musei del Sistema Museale ha avuto un ottimo
risultato, con la segnalazione di centinaia di piante, da parte di privati,
collezionisti e coltivatori diretti.
Linteresse della popolazione locale, verso gli antichi frutti
è molto alto, soprattutto da parte delle persone che dopo aver
vissuto in campagna, si sono poi stabilite in città e che ora possiedono
case di villeggiatura. Inoltre un interesse notevole è stato dimostrato
dai gestori di Aziende Agrituristiche, che hanno la possibilità
di far consumare ai propri ospiti, un prodotto locale particolare. Anche
alcune Aziende biologiche si sono mostrate interessate alle potenzialità
di queste varietà, soprattutto in termini di resistenza ai patogeni.
Dal primo sopraluogo si evince che le piante, in gran parte molto vecchie,
e spesso ormai coperte da infestanti, sono piantate in piccoli poderi,
vicino alle abitazioni, nelle campagne, mentre nei paesi, si trovano in
genere allinterno dei giardini privati.
Non abbiamo trovato traccia di frutteti estesi; generalmente intorno allunità
poderale, venivano piantate alcune piante di varietà diverse, per
avere frutta assortita e disponibile in stagioni diverse.
Le varietà riportate con nome locale nella tabella sottostante
devono ancora essere vagliate dallesame morfologico dei fiori e
dei frutti.
Varieta individuate:
Pero: Poppa di venere, Romano, Ruggine, S.Giovanni, Settembrino,
Spadone, Spino, Strozzino, Tondello, Vernino, Farinaccio, Diavolo, Coscio,
C. del Curato, Cagarello, Butirro, Collodoca, Cipollo, Cocomero, Burrè,
Berto, Biancolino, Piattello, Piano, Lupo, Giugnolino, Limone, Volpino.
Melo: Inviolata, Muso, Moro bianco, Moro nero, Nesto, Regina, Renetta,
Antica, Ruggine, S.Giovanni, Strulla, Sassolo, Spennacchina, Mellocchio,
Francesca, Estatina, Carvè.
Ciliegio: Duracine, Mezzoturco, Turco, Morettone, Nero, Vescovo,
Dorace, Ciambello, Zambella, Borgognese, Acquaiolo, Biancolino.
Susino: Goccia, Claudino, Caudione, Florentia, Nero.
Fico: Barile, Verdino, Nero, Pittontone, Sampiero, Dottato.
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